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Fuente: Ecosistemas. 27 de abril de 2009
La Campagna Patagonia senza Dighe si estende all'Italia
Con la presenza di Juan Pablo Orrego, ecologo, Magister in Studi a favore della Tutela Ambientale dell’Universitá di York, Toronto, Canada, ecologista e coordinatore internazionale del Consiglio di Difesa della Patagonia (CDP), la Campagna Patagonia Senza Dighe arriva in Italia per iniziare un accurato lavoro d’informazione e di intercambio tra organizzazioni italiane e società civile. E intende portare, ai principali investitori della ENEL italiana ed allo Stato Italiano, il messaggio che il progetto HidroAysen non è affatto necessario.

Orrego é stato uno dei fondatori e coordinatore del "Grupo de Acción por el BioBío" che ha svolto la campagna in difesa del fiume Biobío e delle comunitá etniche "pehuenche" in occasione della costruzione delle grandi centrali idroelettriche "Ralco" e "Pangue", nella VIII Regione al Sud del Paese. Per tale azione ha ricevuto il premio "Ambiantal Goldman" nell’anno 1997, e il "Right Livelihood Award".

La ragione di questo viaggio in Italia è dovuta al recente acquisto di ENDESA SPAGNA da parte della azienda italiana ENEL che, avendo acquisito il 92% delle azioni, passa di fatto ad acquisirne il controllo.

La visita di Orrego si sviluppa nell’ambito della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale alla quale, la ONG italiana che raggruppa ben 41 organizzazioni, ha invitato Patagonia senza dighe. Da alcuni anni il CDP, che riunisce oltre 45 organizzazioni ambientali tra ONG cilene e estere, porta avanti una strenua opposizione alla costruzione delle 5 centrali idroelettriche che l’impresa "Hidro-Aysèn" (controllata da ENDESA-Cile, sussidiaria di ENDESA-Spagna, e oggi controllata da ENEL e dalla impresa Colbún del gruppo di investitori MATTE) intende installare in Aysèn, la Undicesima Regione del Cile. A questo progetto che prevede l’inondazione di 5.910 ettari del territorio prospicente le rive dei fiumi Backer e Pascua, verrebbero associati 2.300 chilometri di linee elettriche ad alta tensione per trasferire l’elettricitá alla capitale Santiago ed alle miniere del nord del paese.

La regione di Aysen si trova nell’estremo australe dell’America de Sud. Confina al nord con la Regione dei Laghi, al sud con la Dodicesima, detta Magallanes, al est con Argentina e ad ovest con l’Oceano Pacifico. Si tratta di una zona ricca di ecosistemi unici ancora vergini, con una grande presenza di boschi nativi e di specie endemiche alle quali già si associano problemi di conservazione. Angolo di Terra ancora intatta: la Patagonia cilena è considerata una "biogemma" a livello mondiale.

Patagonia senza dighe(PSR) arriverà in Italia e in Spagna, innanzitutto con l’obbiettivo di avvicinarsi alle organizzazioni di controllo e monitoraggio degli investimenti europei, sopratutto quelli discutibili nell’ambito medio ambientale, dei diritti umani e che coinvolgono paesi emergenti, come Cile. A questo scopo, si realizzerá un monitoraggio sui principali investitori e sulle banche europee, che hanno interessi in ENEL, e sullo stesso Stato Italiano, proprietario di circa il 30% dell’impresa.

"Il nostro messaggio è chiaro: questo progetto è distruttivo ed inutile, dato il grande potenziale del paese in materia di energie rinnovabili non convenzionali (ERNC). Un’azienda come ENEL, che dichiara di avere una particolare attenzione alle tematiche medioambientali, e da qui la recente creazione della sezione "Energia Verde", no puó portare avanti una iniziativa di questo tipo che, oltre tutto, non ha avuto origine dalla stessa ENEL.

In Italia, le disgrazie causate da dighe non sono sconosciute. Nell’anno 1963, gli italiani le sperimentarono sulla loro pelle. La diga del Vajont causó la caduta di un muro di contenimento, provocando un’inondazione che provocó 2.000 vittime tra morti e dsipersi.
Il viaggio in Europa di Patagonia Senza Dighe, prevede diverse attivitá, conferenze e giornate di studio, oltre che incontri con rappresentanti delle principali banche italiane e spagnole, come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Santander e BBVA.

Alternative : ERNC

In Cile sono stati elaborati studi seri e di grande valore sull’enorme potenziale di energie rinnovabili non convenzionali (ERNC) che possiede il paese. Lo studio Apporto del potenziale di energie rinnovabili non convenzionali ed efficienza energetica alla matrice elettrica 2008-2025 realizzato dalle Università del Cile e dalla Federico Santa Maria, segnala che da quí al 2025, grazie all’uso razionale dell’energia, del potenziale geotermico, eolico, di biomassa e solare, il paese potrebbe fornire al Sistema Intercollegato Centrale (SIC) circa 9.874 MW, se si prefigura ad uno scenario dinamico-plus; mentre se si prefigura ad uno scenario di tipo dinamico, l’apporto potrebbe essere di 7.142 MW. Nonostante questo, la capacità ERNC attualmente presente nel paese è di solo 330 MW.
Inoltre, la cittadinanza cilena si oppone all’implementazione delle dighe in Patagonia. L’ultima indagine IPSOS, datata aprile del 2009, ha evidenziato che un 57,6% della popolazione cilena si dichiara contraria alla costruzione delle dighe ad Aysen.

Dati di ENEL

Dopo l’acquisto di ENDESA SPAGNA all’inizio di quest’anno, il gigante energetico italiano ENEL, ottiene il controllo assoluto della compagnia energetica spagnola e quindi delle acque in Cile. L’80% dei diritti sulle acque non consuntive – che utilizza il liquido per poi restituirlo alla fonte- in Cile ed il 96% della regione di Aysèn sono oggi in mani italiane.
Ad oggi, ENEL e COLBUN sono responsabili de 74% della produzione elettrica del paese.
Secondo dati ottenuti dal sito web di ENEL, dopo l’acquisto di ENDESA SPAGNA, l’azienda italiana avrà una capacitá di produzione di 94.300 MW a livello mondiale.




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